Misofonia Consapevole

ATTENZIONE: La informazione condivisa in questo articolo non intende sostituirsi in alcun modo alle forme di terapia medica, psichiatrica e psicologica. l’autrice declina ogni responsabilità in merito a chiunque decida di trascurare o sottovalutare gli ambiti di pertinenza medica. L’articolo vuole essere di sostegno per la crescita individuale e collettiva e si configura come semplice supporto alla persona. Alcune delle informazioni condivise sono tratte da libri che sono stati scritti da scienziati e medici, troverete le fonti di queste informazioni alla fine dell’articolo.

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    Sistemi e strutture del cervello coinvolti nella misofonia

    Un’equipe di scienziati all’Università di New Castle (Kumar et al.,2012) hanno dimostrato la rappresentazione neurale di suoni avversivi percepiti come sgradevoli dai misofonici. In particolare, utilizzando la risonanza magnetica funzionale fMRI.

    Le loro indagini hanno rivelato che ci sono delle risposte cerebrali nell’amigdala e nella corteccia uditiva mentre un misofonico sente i cosiddetti suoni avversivi.

    Nello specifico, questo studio ha rivelato che l’amigdala codifica informazioni riguardanti la valenza e le caratteristiche acustiche dei suoni, e che queste caratteristiche modulano la connettività funzionale tra l’amigdala e la corteccia uditiva.

    Questo ha rilevanza per la misofonia in quanto indica un potenziale meccanismo attraverso il quale la corteccia uditiva può diventare iperattiva in caso di misofonia e può dare luogo a risposte percettive anomale in chi è affetto da questo disturbo.

    Cioè, è possibile che le parti del cervello che estraggono la salienza dai suoni (o assegnano valenza negativa o positiva) possano rispondere in modo anomalo ai tipici suoni di innesco della misofonia.

    Un alto livello di salienza e valenza negativa può quindi modulare l’attività della corteccia sensoriale (uditiva). Inoltre, anche i circuiti neurali che coordinano i sistemi di motivazione difensiva, compresa l’elaborazione emotiva (ad esempio, amigdala, insula, ecc.) sono probabilmente attivati come parte di una più ampia cascata di risposte neuro-comportamentali.

    cos'è la misofonia

    Un’altra delle ipotesi relative ai meccanismi alla base della misofonia è che gli stimoli uditivi possono essere mal interpretati dal cervello come pericolosi o minacciosi.

    In quanto tale, il cervello risponde come se fosse effettivamente in pericolo.

    Quando siamo in pericolo, il nostro sistema di blocco/lotta/fuga viene attivato. Quando ciò accade, il nostro sistema nervoso autonomo si attiva, o si sveglia.

    Quando il nostro sistema nervoso autonomo è attivato, si verificano cambiamenti fisiologici e altri cambiamenti ormonali (e qui entra in gioco anche il sistema endocrino), ad esempio, il sangue viene ridistribuito in tutto il corpo, la frequenza cardiaca aumenta, ecc. per permetterci di “fuggire” dall’apparente pericolo o ” lottare” se necessario.

    Questo è un sistema che tutti i mammiferi hanno conservato grazie all’evoluzione. Le sensazioni che proviamo a seguito dell’attivazione del sistema di lotta/fuga sono associate al “voler fuggire” dagli stimoli offensivi (sonori, o visivi). 

    In altre parole, l’irritazione, la rabbia e la ira che un misofonico prova quando si trova di fronte ai suoni avversivi si manifestano probabilmente a causa della naturale fisiologia della risposta di lotta/fuga. (8)

    Come visto prima, la risposta di lotta e fuga è data principalmente dall’interazione tra il sistema nervoso autonomo (sistema simpatico), il sistema endocrino (ormoni) e il sistema limbico (ad es.: l’amigdala).

      L’amigdala e la memoria

      Come spiegato in precedenza, l’amigdala è coinvolta con la memoria. In termini di misofonia, indipendentemente dal fatto che si nasca o meno con il disturbo, gli esseri umani creano ricordi in cui la risposta del corpo alla lotta/alla fuga è associata a particolari suoni.

      Inoltre, alcuni di noi possiamo nascere con un sistema più sensibile agli stimoli uditivi, pertanto, alcuni di noi possiamo essere più vulnerabili a formare questi ricordi.

      Una volta che questi ricordi si formano, sono simili ai ricordi traumatici (ma non sono come i ricordi traumatici, perché non c’è un evento traumatico associato) ma questo spiega il perché le persone con la misofonia si sentono arrabbiate o intrappolate dai suoni o da altri stimoli senza una ragione apparente.

      Di conseguenza, uno dei motivi per cui le persone misofoniche reagiscono in modo negativo di fronte agli stimoli sensoriali potrebbe essere per il fatto che la memoria di un determinato “ricordo traumatico”, ossia l’associazione che si è creata tra un suono e la risposta di lotta/fuga, si è innescata.

       

      Da molti anni, il Dott. DeLoux e la sua equipe stanno lavorando sulla capacità di invertire questi ricordi associati.

       Lo ha fatto nel campo della “scienza di base”. La neuroscienza di base si sforza di guardare a specifici processi cerebrali che possono poi interessare le popolazioni tipiche e atipiche e quindi numerosi disturbi.

      Poiché la tipica terapia di esposizione e le terapie che si sono basate sulla re-associazione di stimoli con eventi o altri stimoli in genere non mostrano risultati che durino a lungo per disturbi come il PTSD (Disturbo dello stress post-traumatico), o anche le fobie, LeDoux ha cercato altri modi nel cervello per modificare l’associazione tra la risposta alla minaccia attivata automaticamente una volta che è stata associata a un particolare stimolo.

      Questo è un processo chiamato riconsolidamento della memoria.

      Questo è possibile perché nelle ultime decadi gli scienziati hanno compreso che ogni volta che recuperiamo una memoria dal nostro sistema di memoria a lungo termine, questa si altera o modifica leggermente.

      Ciò è in contrasto con le idee precedenti sulla memoria, in cui gli scienziati pensavano che una volta formatasi una memoria fosse stabile e sempre recuperata come la stessa identica memoria.

      Utilizzando il riconsolidamento della memoria LeDoux e i colleghi hanno già dimostrato che la risposta fisiologica automatica ad uno stimolo (o ad una memoria rispetto al suono nella misofonia) può essere cambiata (apparentemente) in modo semplice.

      Invece di utilizzare le terapie di esposizione per desensibilizzare le persone ai traumi (in questo caso un rumore, un modello di suono o un rumore ripetuto) o per reimparare un’associazione tra un suono e una particolare persona, la equipe di DeLoux sta utilizzando modi subconsci per cambiare il modo in cui le memorie vengono riconsolidate.

      Questo approccio sembra star funzionando in nuove sperimentazioni con le persone con fobie, e secondo la loro ricerca, può essere un promettente rimedio per i sintomi della misofonia. (9)

      Come avete potuto notare, il sistema limbico gioca un ruolo importantissimo nei sintomi della misofonia, e non solo, secondo le ricerche effettuate, ci sono delle connessioni anomale tra alcuni dei componenti del sistema limbico e la neocorteccia.

      L’amigdala sembra essere quella parte del nostro cervello che immagazzina le memorie emotive, quindi l’associazione tra un determinato rumore misofonico e la risposta emotiva, ovvero, l’associazione che quel rumore o stimolo sensoriale è pericoloso, quando in realtà non lo è.

      Nonostante ciò, il nostro corpo reagisce come se fossimo davanti ad una vera e propria minaccia, e quindi tutte i processi naturali del nostro sistema fisiologico si “accendono” per difenderci da questo presunto pericolo.

      La Corteccia Insulare Anteriore

      Un’altra parte del cervello che i ricercatori hanno trovato di essere coinvolta nella misofonia è la corteccia insulare anteriore (AIC).

      La corteccia insulare anteriore si trova nella materia grigia del cervello ed è coinvolta nell’elaborazione delle emanazioni e nell’integrazione dei segnali sia dal corpo che dal mondo esterno.

      Dal punto di vista funzionale, si pensa che l’insula processi informazioni convergenti per produrre un contesto emozionale rilevante in risposta all’esperienza sensoriale.

      Più specificamente, l’insula anteriore correla di più alle funzioni olfattive, gustative, viscerali-autonome, e alla funzione limbica, mentre l’insula posteriore correla di più alla funzione uditiva-somato-estesica-scheletrica-motoria (10)

      La corteccia insulare anteriore e la misofonia

      La equipe di Kumar della Università di New Castle, hanno trovato delle connessioni anomale tra la corteccia insulare anteriore e il lobo frontale, ed anche una incrementata attivazione di questa regione del cervello nei misofonici. 

      Più in specifico, l’analisi dei dati strutturali del cervello ha dimostrato che i misofonici hanno una maggiore mielinizzazione(**) nella materia grigia della corteccia prefrontale ventromediale (vmPFC). 

      Questa differenza strutturale può spiegare la connettività funzionale anomala tra l’AIC a DMN(*) (Default Mode network) nella misofonia. 

      La mielina accelera la comunicazione nel cervello. Perciò questo aspetto indica ancora che quelle parti del cervello che processano le emozioni o danno significato al suono sono “iperconnesse”. (8)

      Le ricerche effettuate fino ad oggi (2021) rilevano quali sono le parti del cervello coinvolte in questo disturbo e possono contribuire a far comprendere agli scienziati quali potrebbero essere le terapie più adatte per trovare una cura alla misofonia.

      Purtroppo, al giorno di oggi non esiste una vera e propria cura per la misofonia, e ci sono pochissimi articoli/ricerche sottoposti a revisione paritaria tra gli scienziati (peer-reviewed). Tra questi, pochissimi sono di natura sperimentale. Ciò significa che si basano principalmente su casi di studio e sulle esperienze di pochissime persone.

      A prescindere di queste limitazioni, c’è consenso tra il ristretto gruppo di ricerca che:

      Conclusione: Cosa possiamo fare?

      Nonostante non sia ancora possibile curare direttamente la misofonia, possiamo guardare in modo più globale ciò che accade nel nostro sistema fisiologico per via dei sintomi della misofonia e cercare di agire in modo indiretto per poter aiutare il nostro cervello e il nostro corpo a ritrovare uno stato di omeostasi, ossia, un giusto equilibrio dei sistemi del corpo che indirettamente possono far abbassare l’intensità dei sintomi e i processi misofonici.

      La pratica regolare del Kundalini Yoga è una risorsa efficace per aiutare a rinforzare il nostro sistema fisiologico e per poter gestire in modalità più serene ed equilibrate quando siamo di fronte ad una situazione di innesco.

      La dott.ssa Brout ed altri scienziati che stanno esaminando la misofonia da diverse prospettive hanno raccomandato che le persone con misofonia dovrebbero seguire un percorso di cura multidisciplinare. Questo comprende test neurofisiologici, terapia occupazionale, farmaci psicotropi e/o interventi comportamentali supportati empiricamente.

      Inoltre, è importante fornire ai pazienti la capacità di gestione per imparare e rispondere in modo più efficace ai loro sintomi. Le strategie ragionevoli da utilizzare nell’approccio basato sulle abilità di gestione includono l’accettazione (consapevolezza, diffusione cognitiva), le abilità di tolleranza allo stress e gli interventi comportamentali e cognitivi basati sul cambiamento.

      Inoltre, secondo la dott.ssa Brout, dovrebbero essere incluse anche la consulenza familiare, le strategie pratiche per sapere quando evitare o meno gli stimoli, così come i metodi individuali per la regolazione del sistema nervoso. (8)

      *DMN: LA MODALITA DI RETE PREDEFINITA

      è una rete cerebrale su larga scala composta principalmente dalla corteccia prefrontale mediale, dalla corteccia cingolata posteriore/precuneus e dal giro angolare. È nota per essere attiva quando una persona non è concentrata sul mondo esterno e il cervello è a riposo, come ad esempio durante il sogno ad occhi aperti e il vagabondaggio della mente. Può anche essere attiva durante i pensieri approfonditi relativi all’esecuzione di compiti esterni. Altre volte che il DMN è attiva includono quando l’individuo pensa agli altri, pensa a se stesso, ricorda il passato e pianifica il futuro. (wikipedia)

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      MIELINIZZAZIONE(**)

      ** La Mielina è un materiale del tipo di guaina che forma un isolamento e un rivestimento protettivo intorno alle fibre nervose. La Mielina è vitale al funzionamento normale del sistema nervoso. […] Poichè un nervo porta gli impulsi elettrici da un’estremità all’altra, la mielina contribuisce a fermare l’impulso dal lasciare l’assone ed aumenta la resistenza elettrica, quindi migliorando la conduzione del segnale.

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        Bibliografia

        (8) Bout, J. et al.(2018), “Investigating Misophonia: A Review of the Empirical Literature, Clinical Implications, and a Research Agenda” in https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fnins.2018.00036/full#h1

        (9) Brout, J. (2017) “Exploring The Amygdala’s Role in Misophonia” in  https://www.misophoniainternational.com/ledoux-lab-findings-summary-dr-brout/

        (10) Lobo Dell’Insula a https://it.wikipedia.org/wiki/Lobo_dell%27insula

        (11) Duke webinar: current misophonia research a https://youtu.be/QC7LvEt6N38

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