Misofonia Consapevole

PERCHE DOVRESTI SMETTERE SUBITO DI LAMENTARTI? (specialmente quando hai una risposta misofonica)

Noterai che l’argomento delle lamentele e dei pensieri negativi è molto ricorrente nelle diverse sezioni di questo sito. Questo è stato fatto in modo intenzionale.

Il potere del pensiero e delle parole solitamente viene molto sottovalutato.

Non ci rendiamo conto di quante cose potrebbero cambiare in meglio nella nostra vita semplicemente adeguando il modo in cui elaboriamo i nostri pensieri e le parole che pronunciamo.

Le lamentele, i pensieri negativi e il sentirsi una vittima sono molto legati uno con l’altro.

Continuare a mettere in atto, anche in modo inconsapevole, questi tipi di comportamenti nutre solo la negatività in noi. A seguire andremmo ad esplorare brevemente il perché.

Lamentarsi ridurre la tua capacità di agire

SHIV CHARAN SINGH
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LE LAMENTELE: un'arma a doppio taglio

Come ben sai, l’atto di lamentarsi è molto comune tra i misofonici. Soffrire di questo disturbo ti porta a lamentarci di tutto e di tutti quelli che ti innescano.

Di solito, il meccanismo “innesco – lamentela” è usato come una sorta di sollievo emotivo, uno sfogo, un modo per liberare pacificamente la rabbia scatenata e incontrollabile dopo essere stati esposti ad un innesco.

Diciamo che questo tipo di comportamento è allineato con l’idea di far catarsi, giacché esperimentiamo questo meccanismo come un modo che ci aiuta a ridurre gli alti livelli di ansia (e persino di panico) provocati da un innesco.

Nonostante ciò, una serie di studi sull’argomento hanno dimostrato che non reagire alla rabbia è molto più utile che sfogarsi per diminuire i livelli della medesima.

In effetti, le forme di pensiero perseverante contribuiscono a mantenere l’attenzione focalizzata sulla situazione che ha attivato l’emozione negativa, mantenendo al contempo l’emozione stessa (in questo caso, la rabbia).

LASCIA IN PACE I PENSIERI

Il fatto di rimanere fermi senza fare nulla (condizione di controllo per questo studio) ha invece molto a che fare con quello che il Dott. Wells (teoria metacognitiva, 2002) chiama “lasciare in pace i pensieri”: permettere cioè che il pensiero (in questo caso arrabbiato) semplicemente se ne vada come è arrivato, senza alimentarlo con ulteriori risorse cognitive e attentive che lo mantengono attivato e vivido. (Per saperne di più: Manfredi,C.,(2015))

Se a livello cognitivo il meccanismo di lamentarsi non è una soluzione favorevole, neanche lo è a livello fisiologico.

Così come con i pensieri negativi, parlando in modo negativo, confermi e riconfermi l’associazione di un innesco con una reazione emotiva, immagazzinandolo nel tuo subconscio.

Quello che in realtà stai creando è un circolo vizioso che non fa altro che rafforzare le tue reazioni misofoniche e costruirne nuove.

Una singola parola ha il potere di influenzare l’espressione dei geni che regolano lo stress fisico ed emotivo nel corpo, di conseguenza, quando si pronunciano parole negative, si attiva la risposta di paura, che stimola l’amigdala e che di fatto aumenta gli ormoni dello stress da rilasciare nel corpo, portando a rimanere in uno stato di lotta-fuga come risposta allo stress.

A lungo termine, lamentarsi non fa che peggiorare le cose.

Personalmente penso che questo meccanismo sia in realtà quello responsabile di farci acquisire ulteriori inneschi.

Di conseguenza, non c’è da stupirsi che le reazioni misofoniche tendano a peggiorare e che si acquisiscano nuovi inneschi nel tempo, dal momento che in realtà li creiamo con le nostre parole e i nostri pensieri negativi.

La mente è al di là del tempo e dello spazio. Se decidi di non lamentarti, ti compenserà immediatamente con l'intuito.

YOGI BHAJAN
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Il sentimento della vittima

A forza di lamentarsi, arriva inesorabilmente quella sensazione di sentirsi vittime delle circostanze.

La misofonia ti può far sentire una vittima per la mancanza di empatia nei tuoi confronti, ciò è dovuto anche alla mancanza di informazione riguardo a questa patologia.

Ma qui c’è una linea molto sottile tra l’essere empatico nei tuoi confronti e sentirsi una vittima.

Essere empatica/o nei tuoi confronti significa accoglierti, non diventare il tuo peggioreigiudice, tollerarti e volerti bene.

Sentirsi delle vittime e più legato ad un meccanismo del nostro ego giacché quando incontriamo un problema, l’ego cerca automaticamente qualcuno o qualcosa su cui scaricare la colpa.

In questo modo perdiamo il tempo a cercare al di fuori di noi l’origine del nostro problema, quando tutti i nostri problemi hanno sempre origine nel nostro interiore.

Entrare nella modalità della vittima ti fa solo appesantire, ti butta dentro uno spiraglio di negatività e soprattutto, ti fa rimanere fermo, nel tuo status quo, giacché tu sei solo una vittima e non puoi fare nulla per cambiare la situazione… giusto?

Direi che possiamo fare molto di meglio..

Nessuno capirà meglio la misofonia perché noi ci sentiamo delle vittime.

Molto probabilmente sarai più soddisfatto/a con te stesso/a quando inizierai a correggere questi comportamenti che non servono di nulla e neanche creano un effetto di empatia da parte da chi ti sta intorno.

Dobbiamo evitare di colpevolizzare gli altri per la nostra sofferenza, non importa quanto tu creda che abbiano delle pessime maniere nel mangiare, respirare o muoversi.

Se vuoi gestire efficacemente la tua misofonia ricorda questi punti fondamentali:

  • MISOFONIA Cos'è

    1

    Evita di far scatenare nella tua mente i pensieri pesanti, negativi, distruttivi.

  • MISOFONIA Cos'è

    2

    Se devi dire una parola negativa, morditi la lingua, canta una canzone, cerca di sdrammatizzare

  • MISOFONIA Cos'è

    3

    Ricorda che le lamentele riducono la tua capacità di azione

  • MISOFONIA Cos'è

    4

    Sei tu l’artefice del tuo proprio cambiamento, non gli altri

  • MISOFONIA Cos'è

    5

    Sei una persona forte, determinata e capace. Non sei una vittima.

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