Misofonia Consapevole

COME INIZIARE A SVILUPPARE LE TUE CAPACITÀ DI GESTIONE E NON MOLLARE DOPO 2 GIORNI

È facile dire “è il momento di fare qualcosa”, ma subito dopo che lo abbiamo detto ci chiediamo:

– Ed ora? Da dove comincio? Che devo fare?

Il web offre infinità di risorse per poter avere una vita con meno stress, più salutare, più ordinata, ecc., ecc…

Ma cosa scegliere? Cosa fare per prima? Quale è la attività che può essere utile a me?

Ed è qui che inizia la confusione e la sensazione di essere sopraffatti da tutte queste risorse che sembrano tutte molto valide, ma di certo non si può fare tutto, chi ne ha il tempo?

E poi ci chiediamo cosa potrebbe essere utile per affrontare la misofonia. Ed ecco che la scelta diventa ancora più difficile.

Alla fine decidi di provare a fare quella meditazione che hai trovato per caso su YouTube, o qualche amico ti consiglia di seguire qualcun insegnante di yoga/meditazione.

Ci provi. Ma no, non fa per te. Ti da noia. E non hai neanche la sensazione di stare a fare qualcosa di concreto per la misofonia. Finisce che perdi la poca motivazione che già avevi prima di cominciare.

Anche se le pratiche yogiche offerte sul web siano utili, se non hai una sorta di guida che ti accompagna nel processo, è molto difficile mantenere la costanza della pratica e la motivazione.

Inoltre, ci sono alcuni meccanismi subconsci, per lo più di natura sabotatrice, che vengono fuori quando iniziamo ad apportare dei cambiamenti alla nostra quotidianità.

In seguito troverai 3 aspetti che devi conoscere per evitare di cadere nelle trappole della mente sabotatrice e mantenere la tua rotta verso una vera trasformazione interiore.

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    1) LA RESISTENZA DELLO STATO DI CONFORT

    Quando iniziamo a lavorare su di noi, e con questo intendo quando facciamo delle attività che portano ad un cambiamento interiore, la nostra mente tende a mettesi in modalità di resistenza.

    Questo cosa significa?

    Significa che potresti sentire un forte istinto di mantenere invariato il tuo “proprio stato di comfort”. In altre parole, abbiamo tutti una forte paura del cambiamento. L’ego, ossia la nostra parte razionale, prende subito le redini giacché vuole viaggiare per conto suo, vuole avere il controllo, vuole stare “bene” senza impegnarsi.

    Quando iniziamo un percorso dove siamo consapevoli che ci saranno dei cambiamenti nella nostra routine o nelle nostre abitudini, dobbiamo anche essere consapevoli di questo normale meccanismo del nostro ego: la resistenza dello stato di comfort.

    L’ego ci prende in ostaggio quando capisce che sta per perdere il suo dominio. Inizia ad influenzarci “raccontandoci” delle storie e facendoci spesso interpretare con i suoi occhi una visione di esistenza frammentata, superficiale e lamentosa. 

    Di solito, possiamo rendercene conto che il nostro ego è al lavoro quando cerchiamo delle scuse per non dedicare del tempo a quelle attività che fanno bene al nostro spirito, avere sempre “qualcosa più importante” da fare, e a volte ci può fare indisporre mentalmente cercando di convincerci che non siamo in grado di raggiungere i nostri obbiettivi, che non abbiamo le capacità, e quindi è inutile provarci.

    resistenza dello stato di confort

    Iniziamo a nasconderci dietro la nostra routine quotidiana, quella che ci fa pensare che siamo esenti da rischi e che siamo al “sicuro”.

    La realtà è che questa è una sensazione di sicurezza subdola che fa solo rallentare, e tante volte evitare, qualsiasi intento di miglioramento.

     È importante capire che l’ego non è un nemico e ci serve per comprendere la nostra esistenza, per capire chi siamo veramente.

    L’ego non va combattuto giacché se gli dichiariamo guerra, andremmo solo ad alimentarlo e finiremmo per creare un conflitto interiore.

    Dobbiamo imparare a trascendere l’ego. E no, trascendere l’ego non è qualcosa di mistico o da illuminati.

    In pratica, trascendere l’ego è una sorta di allenamento dove diventiamo più attenti a ciò che accade nel nostro interiore, ossia, quali sono i pensieri che appaiono nella nostra mente e cosa proviamo quando iniziamo ad apportare dei cambiamenti nelle nostre vite.

    Invece di seguire o dare retta a quei pensieri che vogliono deviarti dai tuoi obbiettivi e dai tuoi desideri di trasformazione, semplicemente li riconosci come tali, li accetti, e lasci che continuino nel retro della tua mente, ma senza agire al loro commando.

    In questo modo non li darai energia, e più veloce di quanto immagini, perderanno potere su di te.

    2) LA GESTIONE DEL TEMPO

    Quando pensi che devi inserire una nuova attività all’interno della tua routine quotidiana la prima cosa che probabilmente ti viene in mente è “ma non ho mai tempo!”.

    Beh, in realtà ce l’hai, e solo che qualsiasi cambiamento nella tua quotidianità scatterà quella resistenza di cui ho parlato prima.

    Come descritto sull’articolo “Oltre la paura”, quando inizi a praticare le meditazioni del Kundalini yoga, i tempi variano dai 3, 11, e 31 minuti. Quindi non è una questione che non hai tempo, è solo che devi imparare ad organizzarti e a darti i meritati spazi per lavorare su di te.

    Ricorda che tu sei importante e meriti di darti la giusta attenzione e il TEMPO necessario. Dedicare del tempo per te stesso/a anche influisce sul tuo tono dell’umore.

    3) ASEGNARE DELLE PRIORITÀ

    Organizzare in modo sistematico i tuoi primi passi, stabilire e scrivere chiaramente i tuoi obbiettivi può esserti di grande aiuto per mantenere la tua direzione ed evitare di cadere in quella sorta di autocomplotto.

    Secondo la scienza, il fatto di scrivere su carta i nostri obbiettivi mantiene in salute il nostro cervello.

    Questo è perché una parte del nostro cervello agisce come un motore di ricerca ma molto più veloce e potente. Nell’arco della giornata il cervello cerca costantemente informazioni, situazioni e spunti nella realtà circostante che possano rivelarsi utili a realizzare quelle cose che più ci stanno a cuore.

    Attraverso i nostri obbiettivi scritti le diamo una direzione al nostro cervello, e quindi ci aiuterà a riprogrammare il nostro motore di ricerca e a rendere più efficaci i nostri comportamenti e le nostre strategie.

    Alla fine di questo articolo puoi scaricare il “Preambolo Misofonico”, ovvero 8 azioni/accortezze fondamentali per affrontare al meglio la misofonia.

    PER RIASSUMERE:

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