Misofonia Consapevole

DIFFERENZA TRA LA MEDITAZIONE DEL KUNDALINI YOGA E ALTRI STILI DI MEDITAZIONE

Sempre più spesso sentiamo parlare dei grandi benefici della pratica della meditazione. Anche quando leggiamo delle ricerche scientifiche sulla misofonia ci imbattiamo nella raccomandazione di praticare tecniche di meditazione per affrontare le diverse problematiche di questa patologia.

Tuttavia, “tecniche di meditazione” è un concetto abbastanza vago e le fuorvianti idee occidentali sullo yoga e la meditazione possono essere d’intralcio quando inizi a cercare una tecnica di meditazione che ti può aiutare con la misofonia.

Inoltre, se non hai mai praticato nessun tipo di meditazione e soffri di misofonia, può essere abbastanza difficile capire se un determinato stile di meditazione aiuterà la tua salute psicofisica o scatenerà l’inferno in te a causa della risposta misofonica.

Personalmente, faccio molta fatica con le meditazioni guidate. Questo tipo di meditazione consiste in seguire delle indicazioni da un insegnante in modo di guidare la mente in modi specifici.

È una forma di meditazione bellissima, molto rilassante e rigenerativa. Purtroppo, io devo starne alla larga perché la maggior parte delle volte l’audio è così chiaro e fedele, che sento il rumore della bocca “sabbiosa”, che fa parte dei miei fattori d’innesco.

La risultante è che invece di rilassarmi e rigenerare il mio sistema nervoso, mi sento che sto a fare una sorta di terapia di esposizione.

Per questo motivo ritengo che sia molto importante per chi soffre di misofonia, avere qualche informazione in più per quanto riguarda le diverse modalità di meditazione, non solo per spazzare via la confusione su questo argomento, ma anche per comprendere se all’interno del processo di un determinato stile di meditazione potrebbe esserci qualche componente che possa scattare la risposta misofonica.

In seguito troverai una spiegazione più scientifica sugli effetti della meditazione e quale aspetto può rendere uno stile di meditazione più potente dall’altra.

Inoltre troverai informazione più approfondita su come lavora la meditazione del Kundalini Yoga. Alla fine ci sarà un elenco con delle brevi spiegazioni su alcuni stili di meditazione, così che puoi farti una idea di quali siano i diversi approcci alla meditazione.

Approfondire su ognuno di questi stili di meditazione comporterebbe una lunghissima lettura. Per questo motivo, troverai anche il link (ove possibile) dove volendo potrai esplorare ulteriormente ogni diverso stile.

Siccome questo articolo è un po’ lungo, ho inserito una tabella di contenuti cosicché puoi scegliere di leggere ciò che ti interessa di più.

In questo articolo:

Gli effetti della meditazione secondo gli scienziati

La prima cosa da sapere è che ogni forma di meditazione aiuta a controllare lo stress.

Tuttavia, studi medici indicano che alcune forme sono più efficaci di altre. Secondo i ricercatori, sembra che il fattore che fa la differenza nel livello di efficacia tra i diversi stili di meditazione sia l’impatto diretto, o meno, nel ringiovanire il sistema endocrino.

Come spiegato in questo articolo, quando il sistema endocrino è forte ed in forma, il corpo ha la capacità di mantenersi in un giusto equilibrio (omeostasi).

Un sistema endocrino sano supporta i ritmi e i processi corretti nel corpo e influenza profondamente lo stato di benessere di una persona. Gli ormoni, che vengono secreti dalle diverse ghiandole endocrine, influenzano tutto, dall’umore al livello di energia alla resistenza.

Diversi studi sugli effetti dai diversi stili di meditazione suggeriscono che la meditazione del Kundalini Yoga ha un impatto diretto sul ringiovanimento del sistema endocrino.

In effetti, la fondazione “Alzheimer’s Research and Prevention Fondation” integra nel suo programma di prevenzione di questa malattia, un protocollo che si bassa sulla meditazione e tecniche del Kundalini yoga, in particolar modo sul “Kirtan Kriya”, meditazione appartenente alla tradizione del Kundalini Yoga.

L’Alzheimer, definito molto semplicemente, è una condizione mentale caratterizzata da un’estesa morte delle cellule cerebrali. Sulla base delle ricerche e del lavoro clinico del dottor Dharma Singh, l’eccessiva produzione di cortisolo è una delle cause principali della morte di queste cellule.

Il cortisolo è uno degli ormoni secreti dalle ghiandole surrenali. Viene secreto in risposta allo stress. In quantità moderate, il cortisolo non è dannoso. Ma quando viene prodotto in eccesso, giorno dopo giorno – come risultato di uno stress cronico e incessante – questo ormone è così tossico per il cervello che uccide e ferisce le cellule cerebrali a miliardi (Brain Longevity).

Nel caso della prevenzione del morbo di Alzheimer, la meditazione del Kundalini Yoga viene utilizzata per prevenire la degenerazione delle cellule cerebrali visto la sua caratteristica di mantenere sano il sistema endocrino attraverso la sua pratica.

Questo ci fa comprendere come la pratica delle tecniche e meditazioni di questa tradizione yogica possano anche essere di grande aiuto per prevenire, e in alcuni casi persino migliorare, una vasta gamma di disturbi e malattie che sono il risultato di una lunga esposizione allo stress. E la misofonia non è affatto lontana da queste realtà.

Vantaggi della meditazione del Kundalini Yoga

La meditazione del Kundalini Yoga ha la particolarità di combinare i cinque componenti della pratica (respiro, mantra, focalizzazione, mudra, movimento/posizione).

Può essere considerata come una forma completa di meditazione perché incanala più efficacemente l’energia verso ghiandole e organi specifici, e ringiovanisce più efficacemente il sistema endocrino.

Il più grande vantaggio della Meditazione Kundalini Yoga è la sua specificità.

Poiché questo stile di meditazione incanala l’energia di guarigione in modo così preciso, ogni meditazione ha un focus acuto.

Ognuna di esse è un vero e proprio punto d’accesso al potere di guarigione. Ogni meditazione mira a risolvere un problema distinto e specifico, portando l’energia a organi, ghiandole e sistemi mirati, e anche alle aree specifiche del corpo eterico, note come il sistema dei chakras o centri di energia (Meditation as medicine).

Per sapere di più su come funziona la meditazione del Kundalini Yoga nella pratica puoi leggere “Oltre la paura: Come praticare il Kundalini Yoga e non essere innescati”

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    Altre forme di meditazione

    Tra le molte forme di meditazione che non intervengono direttamente sul sistema endocrino, ma aiutano comunque a fermare lo stress ci sono:

    La visualizzazione:

    La visualizzazione è una tecnica che permette di sperimentare le sensazioni associate al raggiungimento di un obiettivo futuro. È simile alle immagini guidate perché è radicata in immagini visive e altre esperienze sensoriali.

    Meditazione Sufi:

    Il sufismo è il percorso esoterico all’interno dell’Islam, dove l’obiettivo è quello di purificare sé stessi e raggiungere l’unione mistica con il Supremo (chiamato Allah in questa tradizione). I praticanti del sufismo sono chiamati sufi, e seguono una varietà di pratiche spirituali, molte delle quali sono state influenzate dalla tradizione dello Yoga. (Ulteriore info in questo link >>>)

    Immagini guidate:

    Le immagini guidate sono un tipo di rilassamento focalizzato o di meditazione. Il rilassamento focalizzato comporta la concentrazione su un oggetto specifico, un suono o un’esperienza per calmare la mente. Nell’immaginazione guidata, si pensa intenzionalmente a un luogo o a uno scenario pacifico. L’obiettivo è quello di promuovere uno stato di calma attraverso il rilassamento e la consapevolezza.

    La risposta di rilassamento:

    La risposta di rilassamento è uno stato fisico di riposo profondo che modifica le risposte fisiche ed emotive allo stress… è l’opposto della risposta di lotta o fuga”. È “una risposta opposta, involontaria, che provoca una riduzione dell’attività del sistema nervoso simpatico. Alla sua base, questa tecnica comporta il rilassamento dei muscoli e la concentrazione sul proprio respiro (Ulteriore info in questo link >>>)

    Meditazione trascendentale:

    Si tratta di una tecnica che si pone l’obiettivo di evitare pensieri distratti e promuove uno stato di consapevolezza rilassata. Fondata in India, arriva negli Stati Uniti nel 1960 e in Europa più di recente. Durante la pratica, il soggetto si trova in una posizione comoda, con gli occhi chiusi e ripete in silenzio un mantra (che viene assegnato al praticante da un istruttore certificato). Mentre si medita, il processo di pensiero ordinario viene ‘trasceso’, sostituito da uno stato di pura coscienza. In questo stato, il meditante raggiunge la quiete perfetta, il riposo, la stabilità, l’ordine e una completa assenza di confini mentali (Ulteriore info in questo link >>>)

    Meditazione Buddista Zen:

    La pratica nota come meditazione buddista si rifà, come da nome, alla tradizione del buddismo e ha come scopo ultimo lo sviluppo mentale, ossia il raggiungimento di quello stato che viene definito illuminazione. Si tratta di imparare a mantenere le distanze da quello che ti circonda, esercitandoti a fissare l’attenzione su qualcosa di specifico, come ad esempio la respirazione, o una parte specifica del proprio corpo. Questa prima fase è detta shamata e rappresenta la base per accedere a pratiche più complesse e profonde. Si passa quindi al secondo livello di meditazione, detto vipassana, che punta alla percezione diretta della mente, che ti porta alla sua comprensione profonda. Si tratta naturalmente di tecniche che, per essere acquisite, necessitano di lunghi tempi e di tanto esercizio, ma che mostrano i propri effetti positivi già dalle prime sedute (Ulteriore info in questo link >>>). 

    Meditazione Nativo Americana:

    Questo tipo meditazione non è solo associata all’essere in contatto con la natura, ma cerca di essere parte della natura stessa. Non cerca nemmeno di allontanarsi dal mondo, ma di fondersi con esso. Il suono ritmico del tamburo accompagna la pratica per la maggior parte del tempo finché non si sincronizza con il battito del cuore. Quindi questo stile di meditazione non richiede necessariamente il silenzio, al contrario, sono stati aggiunti canti ritmici o grida ancestrali. È quel momento in cui l’individuo cessa di essere un individuo per essere parte di un collettivo e riunirsi ai suoi antenati in un unico essere.

    Meditazione in movimento, come il Tai Chi ed il Qi Gong:

    Tai Chi e Qi gong sono spesso considerati come la stessa cosa. Queste due pratiche sono antichi esercizi di movimento energetico con radici nella tradizione asiatica, e sono molto simili. Entrambe si basano sul chi, qi , ki o energia vitale, che fluisce nei punti meridiani del corpo, e ciascuno di loro si concentra sulla ricerca di equilibrio del corpo e dell’anima.

    Qi Gong:

    è una categoria molto ampia che comprende migliaia di diversi tipi di arti di movimento. I movimenti di questa pratica sono lenti e costanti. Esempio: ruotare delicatamente la testa, sollevare e abbassare le estremità, massaggiare le orecchie, mani e altre parti del corpo. Tutto ciò può essere fatto in forma libera da un ordine vario e improvviso (Per ulteriore info vedi questo link >>>). 

    Tai Chi:

    è un’antica disciplina nata in Cina all’incirca mille anni fa e consiste in un insieme di gesti lenti, fluidi, ampi, che servono a migliorare e potenziare il Qi presente in ognuno di noi. L’energia vitale viene fatta circolare attraverso i singoli movimenti abbinati ad una corretta respirazione addominale: ne deriva, oltre ad una sensazione di rilassamento e calma interiore, anche una maggiore concentrazione ed uno scioglimento delle contratture provocate dallo stress.

    A differenza dei movimenti del qi gong, nel tai chi gli esercizi sono una serie di movimenti che devono essere completati in modo continuo e in schemi predeterminati. (Per ulteriore info visita questo link >>>).

    Mindfulness:

    Una delle forme più popolari di meditazione, la meditazione mindfulness, è stata anche convalidata da studi scientifici recenti. Nella meditazione mindfulness, il meditatore non si concentra su un mantra, un’immagine o un pensiero specifico, ma permette alla mente di divagare, mentre si concentra sul respiro.

    Mentre la mente divaga, però, il meditatore si sforza di avere una maggiore consapevolezza di ogni pensiero e immagine che passa. Secondo l’esperto di mindfulness Jon Kabat-Zinn, Ph.D., mindfulness significa “imparare a fermare tutto il tuo fare e passare a una modalità ‘essere’, nel momento presente e in modo non giudicante”.

    Le tecniche della mindfulness possono variare, ma in generale, la meditazione mindfulness implica la respirazione profonda e la consapevolezza del corpo e della mente.

    Comparazione dei diversi stili di meditazione secondo studi scientifici

    Diversi studi scientifici hanno confrontato l’efficacia di varie forme di meditazione. Da questa raccolta di studi, sembra che la risposta di rilassamento sia più efficace delle forme meno coinvolgenti di meditazione, come le immagini guidate o il biofeedback.

    Sembra anche, tuttavia, che la risposta di rilassamento sia piuttosto meno efficace della meditazione non-concentrativa, come la meditazione mindfulness.

    Le due forme di meditazione che sembrano essere le più efficaci sono il programma di Meditazione Trascendentale e la Meditazione del Kundalini Yoga (Dr. Dharma Singh).

    Queste differenze nell’efficacia tra i diversi stili di meditazioni sono date dalla combinazione dei diversi elementi o approcci utilizzati in una pratica meditativa. Questo significa che due o più modalità sinergiche, è quasi sempre più efficace di un singolo approccio isolato.

    Per esempio, in uno studio al Brigham and Women’s Hospital, la meditazione del Kundalini Yoga è stata paragonata alla meditazione di base per quanto riguarda il suo effetto sul cervello.

    Questo studio ha rivelato che nella meditazione di base, secondo le scansioni avanzate delle immagini cerebrali, solo una piccola area del cervello è impegnata.

    Quando gli elementi del Kundalini Yoga vengono aggiunti, tuttavia, c’è una nuova attività in strutture anatomiche più profonde del cervello, tra cui l’amigdala, altre aree dell’ippocampo e il ponte di Varolio (parte dell’encefalo) (Meditation as medicine).

    Conclusione

    Premetto che la mia personale esperienza con le diverse forme di meditazioni è piuttosto limitata.

    La mia esperienza pratica è quasi esclusivamente sulla meditazione del Kundalini Yoga e quindi posso solo testimoniare come praticante e come misofonica su tutto ciò che ha a che fare con questo stile di meditazione.

    La scienza si sta interessando ormai da parecchie decadi allo studio e ricerca sui benefici dei diversi stili di meditazione e sempre di più c’è più consenso tra i ricercatori sui grandi benefici che porta una pratica regolare di yoga e meditazione, a prescindere dello stile/tradizione.

    Per quanto riguarda la misofonia, l’aspetto fondamentale è trovare quello stile che non faccia innescare la risposta misofonica, perché come abbiamo visto, potrebbe mandare per aria la pratica stessa e allontanarci dai potenziali benefici.

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